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Gattara

La frazione di Gattara, nel comune di Casteldelci, è un piccolo borgo dell’Appennino romagnolo che racchiude una storia antichissima e un fascino rimasto intatto nel tempo. In passato conosciuta come Gattaia, il nome deriva probabilmente dal termine celtico “Gat”, a testimonianza delle sue origini remote e del legame con il territorio boschivo circostante.

La storia di Gattara affonda le radici già nella seconda età del Ferro: numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona, insieme a testimonianze di epoca romana, indicano come questo luogo fosse abitato fin dall’antichità. Nel 1145 è documentata la presenza del castello, che per secoli rimase proprietà dei Conti di Carpegna fino al 1817. Nel corso del tempo, il borgo fu anche coinvolto nelle lotte tra le potenti famiglie dei Malatesta e dei Montefeltro, segnando così il suo ruolo nelle vicende storiche del territorio.

Oggi Gattara si presenta come un borgo autentico e ben conservato, caratterizzato da edifici in pietra e da un’atmosfera suggestiva. Alle sue spalle si apre un panorama unico sui Sassi del Simone e Simoncello, che contribuisce a rendere questo luogo particolarmente affascinante. Tra gli elementi distintivi spiccano la Torre, unico resto delle antiche difese castellane, e il campanile della chiesa dedicata a Santa Maria della Neve. L’edificio religioso, eretto nel XVI secolo su strutture preesistenti, conserva oggi solo in parte il suo aspetto originario.

Ai piedi del borgo, lungo la strada che conduce a Villa Carigi, si trova la suggestiva Celletta della “Madonna del Rosario”, databile tra il XVI e il XVII secolo e considerata probabilmente una delle meglio conservate di tutta la Valmarecchia.